Wednesday, 16 February 2011

I tuoni della terra - Fadalto


Benché io parli sempre della mia terra di Calabria, molti sanno che, in realtà, sono per metà di origini venete. Precisamente di Fadalto, vicino Vittorio Veneto. Da un paio di mesi la zia ‘Gusteta telefona alle nipoti che oggi vivono in Terronia lamentando il terrore per gli scoppi che, senza alcun preavviso, a qualsiasi ora del giorno e della notte provengono dal sottosuolo. Alcuni vicini di casa avvertono i bicchieri tintinnare nelle cristalliere, e benché lo scorso due febbraio il “Corriere” abbia intitolato «Il mistero degli scoppi che spaventano il Fadalto. “L’acqua spacca le rocce”. Da mesi gli abitanti vengono svegliati da boati inspiegabili. I sismografi non rilevano alcun terremoto, tecnici e studiosi brancolano nel buio. L’ex sindaco-geologo: sono le falde nel cuore delle montagne», dopo gli eventi dell’Aquila la tentazione di fuggire via è forte.
Ed ecco che da quel due di febbraio le cose hanno già preso una piega diversa.
«La Regione sta predisponendo un piano post-sisma individuando gli alberghi sul litorale marino che potrebbero ospitare gli eventuali sfollati di Vittorio Veneto […] Nessun allarme, al momento. Semmai un pre-allarme della Protezione civile».
Oggi sembra che i boati inizino ad accompagnarsi a microscosse «che arrivano da mille metri di profondità, non dai 5 mila o 10 mila dei terremoti tettonici». L’unica cosa che non cambia è la paura della popolazione.

Scrive ancora la “Tribuna di Treviso”:

«Novità sono arrivate dal geologo Gino Luchetta, tra l'altro assessore della Comunità montana. Ha fatto conoscere una cosa fino ad oggi sconosciuta: “il grado delle scosse del 2º grado della scala Richter”. Finora si era parlato di un grado e mezzo, di 1,8 per le vibrazioni dell'altro giorno. “Si tratta di fratture delle rocce a una profondità di 1000 metri - ha ancora precisato Lucchetta - in una zona ben individuata situata al confine tra il Comune di Vittorio Veneto e Farra d'Alpago”. Quindi sotto Sella del Fadalto. “Si tratta […] di masse rocciose in tensione non si sa se per un fenomeno di schiacciamento o di rilassamento”».


Ora dovete sapere che la popolazione di Fadalto non è tutta questa moltitudine di giovani usa alla gazzarra dei rave e dei giri in motorino. La zia ‘Gusteta, per esempio, la rappresenta bene - è in forma senza dubbio e ha circa ottanta anni, e la zia Delfina che abita poco lontano e che si offre di andarla a prendere in qualsiasi momento in via preventiva non ne ha più quindici neanche lei.

Fadalto è un paesello in provincia di Treviso, poco distante anche da Belluno e molto vicino al lago di Santa Croce da una parte e il Lago Morto dall’altra. Lì sono cresciuti i miei nonni materni, lì sono nate le mie zie e zii e cugini. Lì, all’ombra del Monte Millifret c’è ancora una piccola casetta tirata su dalle mani dei miei avi che nei dintorni pascolavano le mucche e le greggi, allevavano conigli (ricordo quando andavamo nella stalla coi miei cugini e ridevamo alle urla delle zie che davano loro da mangiare: «Magna mona-a-a!»).
Tutti sanno che stiamo parlando di una zona sismica e tutti conoscono i trascorsi del territorio circostante, quindi spero davvero che agli eventi in corso si stia dando la giusta importanza, proprio come riferiscono i giornali.

1 comment:

Anonymous said...

... senza parole