Wednesday, 2 February 2011

Mr. Leccness e l'ordine di nascita

[Questo post è un adattamento per il Blog Generazione X(anax) di un estratto da “Ho ucciso Miranda Hobbes (la storia si fa seria)”, continuazione di “Volevo essere Miranda Hobbes (una storia sciocca)”, ed. ilmiolibro.it, 2010]
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Dopo dieci giorni di nebbia, nebbia fitta, nebbia bianca come il latte e condita con aromi di smog, tanta nebbia che credo di averla fin dentro il buco del culo che quasi quasi mi candido come fumogeno naturale per l’Unità Antiterrorismo della Polizia di Stato, finalmente vedo infiltrarsi nella mia vita sentimentale un blando raggio di sole.
Preparatevi, tenetevi forte. Cari maschietti legatevi il prepuzio e voi, donne, trovate qualcosa (o qualcuno) con cui tapparvi per non pisciarvi addosso dall’emozione quando avrete letto che… finalmente ho conosciuto un tipo nuovo! Dove sta la novità? Beh, stavo aspettando prima di raccontarlo perché volevo quel minimo di certezza che almeno lui, al contrario del Biondo, di Mr. Bear e del Boccia che sono seguiti all’Ignoto, non fosse l’ennesimo psicopatico piscivrachetto di merda, il solito traditore pentito o che so io; dall’altra volevo essere certo che anch’io, pur non avendo ancora finito (in realtà neppure iniziato) il ciclo di psicoterapia, almeno stavolta riuscissi a trovare la forza necessaria per non sputtanare tutto come l’ultima, scrivendo un post di Blog insulso (sono sicuro che il feto dell’ultima relazione semiseria è abortito grazie alla doppia combinazione delle mie pochissime righe di un articolo con il carattere di merda dell’uomo che stavo corteggiando - tale Pennacchio - e che l’ha letto), oppure trovando una delle solite scuse del tipo: «Siamo incompatibili sessualmente perché hai il retto come un utero retroverso».
Stavolta lo giuro – ce la sto mettendo tutta. Sì, perché Mr. Leccness sembra promettere bene. Nonostante tutto sono ancora così insicuro di me che continuo a studiare e scrivere articoli su qualunque nuova indagine che abbia a che fare con la ricerca del partner perfetto, non capendo che le suddette indagini non fanno altro che aggiungere altri dubbi alla pila che già mi porto dietro, sbilanciandomi finché non sarò caduto a terra non appena mi sarà passata l’euforia da post-pompino del primo appuntamento.
Ed ecco che, dopo i saggi su come scegliere l’uomo giusto in base alle cozette che indossa, o a come dispone i libri sugli scaffali della sua libreria, gli strizzacervelli sono giunti alla conclusione che per individuare il vero Mr. Right c’è un modo più semplice: chiedergli se è figlio unico, o il primo nato, il mediano o l’ultimo nato di diosolo sa quanti fratelli. Faccio riferimento all’ultimo lavoro di Linda Blair (che non è l’attrice americana de “L’esorcista”, anche se a veder bene in alcune foto sfoggia uno sguardo che la ricorda nella versione posseduta, mentre per il resto ricorda un personaggio di “Melrose Place”), ma è una “Clinical Psycologist”. Quando ho letto il suo anno di nascita mi sono spiegato subito come mai una psicologa si interroghi ancora su qual è l’uomo giusto per noi (o per sé?) – classe X(anax) 1976.
Dunque Linda PossedutaBlair uscirà in tutte le librerie del Regno Unito il prossimo 3 Frebbraio 2011 con “Birth Order: What Your Position In The Family Really Tells You About Your Character”, ed. Piatkus, con cui ci spiega come l’ordine di nascita sia il fattore che c’influenza maggiormente determinando qualsiasi tipo di relazione interpersonale; quindi anche se riusciremo a trovare l’uomo che ci scoperemo per il resto della nostra vita senza scannarci in continuazione.
Ora, dovete sapere che il mio Mr. Leccness s’è dimostrato da subito dolcissimo, premuroso come una balia, il che mi ha fatto sentire soffocare altrettanto in fretta (troppo tempo da single è sempre nocivo all’innaturale condizione monogamica), per cui ha iniziato LUI a manifestare qualche sospetto nei miei confronti quando ho iniziato a rivolgergli le solite domande che ho imparato a fare all’inizio di ogni nuova frequentazione, del tipo:

«Sei fidanzato?»
«Ma ti pare? E sarei qui a ballare con te?»
«E quell’anello?»
«L’ho comprato a una bancarella, alla fiera del mio paese, al lago».
«Da quanto tempo sei single?»
«Sei mesi».
«…»

Punto a sfavore.

«Dopo quanto tempo di fidanzamento?»
«Tre anni e mezzo».
«Ts-s-s-s…»
secondo punto a sfavore, cazzo. Iniziava a piacermi. Che fare?

«Da quanto tempo ti sei lasciato?»
«Sei mesi!»
«No, dico: esattamente da quanto tempo ti sei lasciato?»
«SE-EI MESI-I-I!! Ohù, ma ci sei o ci fai?»


Poverino. Non sa che, spesso, qualcuno prima di lui (leggi il Biondo) dopo la terza volta che l’ho chiesto mi ha risposto:

«Beh, veramente non è che ci siamo proprio lasciati…»

Eppure Mr. Leccness era ammirevole perché non si lasciava scoraggiare e rimaneva lì, di fronte a me, a subire l’interrogatorio.
Piccola parentesi: è questo il problema degli uomini di oggi. Si sono tutti imminchiuniti al punto che non sanno più tradire. Ma dico io: quando è capitato a me di essere fidanzato e di conoscere l’Etrusco che me lo mandava in tiro appena ne sentivo l’odore in ascensore, beh che, sono andato da lui e dopo avere fatto scendere velocemente a compromessi i rimorsi di coscienza con il mio pene impazzito, ci siamo messi d’accordo:

«Tu mi piaci».
«Tu mi arrapi».
«Però io sono fidanzato».
«Però… anche io».
«Bene».


Intendiamoci, non è che vada fiero di questo episodio (è stata l’unica volta che ho tradito in vita mia), ma non è comunque meglio così, che non sommergersi vicendevolmente con una marea di cazzate?
Tornando a noi, per sgamare l’eventuale bastardo truffaldino di turno, non ho molta voglia di aggiungere alla lista delle mie domande anche quella:
«Sei figlio unico, o mediano?»Ve l’immaginate? Ma la dottoressa PossedutaBlair è convinta: l’ordine di nascita determina caratteristiche specifiche di un soggetto.
«I tratti della propria personalità si definiscono prima dei sei/sette anni di età – il periodo in cui il vostro posto in famiglia è un fattore molto importante della vostra vita».

Da una breve anteprima del libro ho appreso quindi che:
1. In linea di massima un primo nato e un ultimo nato vanno d’accordo perché i primogeniti di solito sanno organizzarsi e hanno cura di sé, mentre gli ultimi nati tendono a essere più dipendenti, o comunque fancazzisti e con troppa voglia di divertirsi. Vale la regola della compensazione
2. Due primogeniti non vanno d’accordo perché ci sarebbero due personalità troppo competitive a confronto e ciò potrebbe creare contrasti, a meno che uno dei due non sia disposto a cedere, o sfoghi la sua smania di primeggiare al di fuori della coppia
3. Anche primogeniti e figli unici non vanno d’accordo perché anche loro tendono a primeggiare

Ma siccome io sono il secondo di tre figli, a me non poteva che interessare il caso (ovviamente) strano del mediano:

4. Il mediano avrebbe la fortuna di andare d’accordo con chiunque – primogeniti e figli unici, perché riuscirebbero ad assecondare la loro smania di sovrastare. Tutto ciò grazie al vissuto in famiglia di mediazione/compromesso durante i conflitti fra fratelli maggiori e minori. Il pericolo si profilerebbe solo qualora il mediano si sentisse eccessivamente dominato, non riuscendo ad esprimere il proprio disagio (il mediano è incapace di esprimere a pieno le proprie emozioni). Se invece un mediano facesse coppia con un altro mediano ci sarebbe il rischio d’essere entrambi troppo deferenti nei confronti del partner, determinando così una sostanziale inerzia e incapacità di evolvere la relazione, non riuscendo a prendere neppure le decisioni più semplici.
Perfetto! E così, al nostro secondo appuntamento Mr. Leccness mi ha guardato storto per la seconda volta quando in risposta alla sua mano sulla mia coscia mi è scappato:

«Sarai mica un mediano anche tu?»

4 comments:

vic said...

Tu leggi troppo! ;))

Rf said...

Prof,
mi spiace per ieri. anzi, sappi che ero così dispiaciuto che alla fine ho dovuto ripiegare su 1 guinnes + 4 vodka lemon...
uff... speriamo in mer prossimo

Rf

Anonymous said...

sorry leccness sta per "leccese",o è di lecco..o sta per uno che lecca/non lecca...?
eh..anche il nick che attribuisci è importante!
ps: come sempre hai un tempismo cinematografico..baci baci

Rf said...

Eh.. eh?? Ah! Chissà.
Beijos
Rf