Monday, 14 February 2011

Non sono più un tipo romantico?

È un po’ un controsenso, ne?

Tutti i post passati, le pile di libri dedicati alle più belle lettere d’amore di tutti i tempi – ebbene sì, lo confesso, su cui a volte ho anche pianto - e che ho stivato di là, in sala, perché nella libreria non ci entra più niente… e poi?

Mi domando se ho dimenticato cos’è il romanticismo, se mi sono disabituato a riconoscerlo e ho bisogno di pratica, se invece non lo sarò mai più o, peggio, se non lo sono mai stato (non trovate anche voi che sia romantica l'intimità per cui ci si sente liberi di ruttare insieme dopo un sorso di birra al pub?) e, quindi, ho sempre avuto una percezione distorta del mio essere e sentire. In quest’ultimo caso povero me! Ciò significherebbe che ho sprecato litri d’inchiostro e perso inutilmente diottrie davanti al PC nello sforzo di scrivere scene d’amore per racconti improbabili.

Non ci avevo mai pensato prima. È forse per questo che la maggior parte delle mie storie finisce in un bagno di sangue?

Immaginate(mi): mi porta a cena in una pizzeria di provincia dalle pareti color vinaccia, raccolta e nascosta in un vicolo dal vago sentore medievale che ancora si possono immaginare facilmente scene ancestrali di cavalieri e damigelle. Mi invita per una passeggiata dopo cena sul lungolago e al chiaror di luna, mano nella mano. Segue qualche sguardo furtivo reciproco, ognuno per accertarsi che anche l’altro sia stato bene. Lui come in un telefilm mi domanda se conosco le costellazioni, indicandomi le Pleiadi e i soliti carri, le Orse di tutte le taglie - S, M, L e XL che siano (fra l’altro le uniche che so riconoscere). Io sto bene con lui. Mi fa ridere, mi fa sentire a mio agio. A tratti è politicamente scorretto come me e questo mi piace. Ha un culo mozzafiato e sembra infinitamente dolce.

Quando con un gesto timido estrae dalla tasca un Bacio Perugina:

«Prendi…»

Quasi lo sussurra e io, che ancora ho ancora in bocca il sapore della ricotta e del salame del calzone, gli rispondo:

«No grazie, sono pieno!»

Lui prova a insistere, ma ci manca poco che mi metta a rigurgitare perché se ne convinca.

Ripensandoci, forse c’è un fondo di verità nell’osservazione che mi ha mosso, per cui non sarei il classico romanticone. Mi vedo un po' come il dott. Spok della situazione, quello più strano, col taglio di capelli che farebbe piangere anche Bambi e con le orecchie a punta, mentre lui mi appare come il dolce capitano Kirk. A ogni modo, non è forse ugualmente romantico che nonostante tutto sia seguito il bacio, quello vero, e che lui non abbia desistito, ma che abbia sorriso amabilmente? E non è forse romantico il fatto stesso che io trovi romantico tutto ciò, o è solo che mi sono rincoglionito di botto?

3 comments:

vic said...

Credo sia solo questione di tempo. Quello che serve per grattare via anni di scorie che si sono depositate strato su strato, per le esperienze passate e le delusioni subite. Quando tornerà alla luce il vero te allora potrai darti una risposta e scoprire se sei cambiato irreversibilmente o no. Io spero di no.

Rf said...

Grazie Prof.
Un abbraccio
Rf

Anonymous said...

e ya però...anche se non ti andava non potevi prenderlo?!!!!!
sono sicura che se lo avessi tolto tu il bacio e ti avessero risposto no sono pieno ci saresti rimasto di merda...
cmq mio malgrado devo ammetterlo..è un atteggiamento vincente, lo stronzo fa figo...e se fai tu il figo sei sulla buona strada per avere qualcosa in più delle solite storie....finalmente
Logan