Thursday, 31 March 2011

Un fidanzato è troppo e due sono pochi.


Ripensavo a Emanuele e Benedetta.
Nel 1995 (avevano sette anni) organizzarono una fuga d’amore. La destinazione prescelta era l’isola degli unicorni, ma non ci arrivarono mai. Dopo l’allarme dato dai rispettivi genitori, una signora li ritrovò nel parco del paese.
Oggi Emanuele e Benedetta dovrebbero avere 23 anni e mi piacerebbe conoscerli, sapere se sono ancora fidanzati, inseparabili, se sono rimasti fedeli l’uno all’altra.

Poco tempo fa, la figlia di una mia cara amica (ha 5 anni) si chiedeva perché i grandi possono avere solo un fidanzato e non tanti come i bambini. Per i bambini un fidanzato sembra essere poco, ma se ne hanno di più si lamentano di tutti. Quello tira i capelli, l'altro sputa, etc... Eppure rimane un must. Non meno di uno (tranne che per Emanuele e Benedetta).


«Non è bene che l'uomo sia solo» ci vuole sempre «un aiuto che gli corrisponda». Lo recita il libro della genesi. Single è male. Come direbbe un uomo per cui la nostra stima è pari a zero: «Rispecchia l’ordine divino delle cose».

Noi che non crediamo in un ordine divino, ma solo in ciò che le nostre mani e il sudore della nostra fronte riescono a costruire leggiamo Jakobson, il quale ha scritto che «se hai il cuore tenero […] gioca d’anticipo».
Quando sono single mi lamento (lo sapete già), quello che non sapete è che quando sono fidanzato… quand’ero fidanzato ero geloso. Forse lo sono ancora. A ogni modo «contro il rovente fiume in piena della gelosia non c’è […] altro riparo che gettarvisi dentro. Almeno in questo modo concorri al tuo destino. E, che affondi o resti a galla, la cosa può rivelarsi elettrizzante».
Non tutti riescono a cogliere questa elettricità esaltante all’interno di un rapporto. Nella convinzione che quando amiamo tutti immaginiamo il nostro partner fra le braccia di un altro, Jacobson invita a porci una domanda: «Temo che un altro uomo si scopi mia moglie o spero che un altro uomo si scopi mia moglie? E delle due opzioni, quale preferisco?»

Davvero la risposta ci sovviene così immediata? Oppure esiste una regola, un meccanismo automatico dell’animo per cui da single ci lamentiamo della dabbenaggine di certi truffatori e traditori, e da fidanzati invece amiamo con tutto il nostro cuore e al contempo ci piace torturaci con l’immagine del nostro partner che scopa con una persona diversa da noi?
Quello che posso scrivere, per concludere questa riflessione, è che Emanuele e Benedetta non raggiunsero l'isola degli unicorni perché non esiste. L'isola c'è e io so anche localizzarla con esattezza. Solo non voglio svelare i dettagli per paura che la roviniate come avete fatto con tutto fino a oggi.

Monday, 21 March 2011

Momentanee ricadute


Che abbiate trovato l’amore (dopo averlo cercato a lungo), o che l’abbiate perso (dopo una lunga agonia, finalmente!), la difficoltà cui andate, andiamo incontro è una K, una costante, invariabile, fissa: abbandonare la vecchia idea di sé, non avendone in realtà una nuova a cui conformarsi, sebbene l’abbiamo immaginata da sempre.
E in proposito vi ricordo una riflessione stupenda di Siti, in cui mi sono perso più volte.
«La gioia nel tempo decade, annotta nel semibuio della frustrazione; ma una sottile pellicola la preserva dal quotidiano fino a che risorge, carsica. […] La felicità non esclude (anzi, forse addirittura esige) momentanee ricadute».
Mi rivolgo a coloro che proprio in questi giorni attraversano il semibuio sconfortante di cui sopra, alle prese con uomini e donne che si rivelano spesso inaffidabili, cafoni, insensibili, ma anche a chi cavalca il massimo grado della felicità. Io sarei fra i secondi (nonostante la persecuzione a opera di pensieri improvvisi di morte, la percezione d’inseguimenti costanti e sensi di colpa indomiti e inattesi che camminano a braccetto con il sospetto e la rabbia).
Si tratta della riflessione sul turbine-fortuna che gira, si alterna e ci sbatte a destra e a manca, che sostiene la fiducia e la paura del cambiamento.
Chi non ha amato a lungo e si ritrova a gestire il sentimento dell’amore non è sempre pronto; vice versa, chi ha amato per una vita e si ritrova di colpo solitudine non accetta la desolazione del nuovo cammino.
Ma l’unica cosa da fare, come al solito, è proseguire, continuare a camminare rimanendo all’erta. Essere ricettivi e reattivi.

Monday, 14 March 2011

Japan Earthquake & Tsunami

Di fronte a certe scene non esistono parole adatte a dare un minimo di conforto.
In questi giorni tutto il mio appoggio va al popolo giapponese, da cui evidentemente abbiamo solo da imparare.
I'd like to sympathise with Japanese people and offer my good wishes. I pass on my condolences and best wishes for all my Japanese colleagues, extended family and fellow countrymen. These are tragic events and there are no suitable soothing words.

Tuesday, 1 March 2011

Brighella, Pulcinella e... Raffaella (Carrà)


Da tanto tempo non festeggio il carnevale. A dire il vero avevo quasi iniziato a odiarlo.
Ma quest’anno… quest’anno Geronzo e ci siamo decisi in favore del travestimento: Winks, infermiere sexy, o cosa?
Il bello del carnevale ambrosiano è che ti lascia più tempo per decidere cosa indossare e anche di cucirlo, il tuo vestito.
Se Geronzo e io opteremo per il costume delle Winx avremo bisogno di rimorchiare altre due frocie disposte a mascherarsi. Qualche volontario fra chi legge?
Anche il mio piccolo, dolce Gerben vuole una maschera. Purché preveda – dice – un paio di tacchi fra i 12/15 cm.

L’ultima volta che ho pensato e approntato un travestimento è stato quando vivevo a Roma Credo fosse il 1999.
Ero stato invitato alla festa in maschera a casa di un compagno del corso di russo, un ragazzo di origini siciliane che abitava all’Eur. Un tipo sui generis che amava collezionare qualsiasi cosa trovasse in terra, per strada, nonché registrare in tempo reale tutte le conversazioni su piccoli block-notes di cui aveva piene le tasche (nonché la camera da letto, in cui era impossibile muoversi, dato che quando l’avevo conosciuto era già da tre anni che andava avanti con questa mania. C’erano pile di blocchetti dietro la porta, intorno al letto, ovunque…).

My Home Made Costume:
- Un lenzuolo fissato sul petto con delle spille da balia secondo il modello dell’abito bianco di Marilyn Monroe in “The Seven Years Itch”
- Le mie ginocchiere da volley preferite come tette finte
- Calze nere a rete che mi aveva prestato la vicina di casa (una giovane avvocata di Taranto) e che servivano a coprire la folta peluria delle cosce
- Parrucca bionda lunga fin sulle spalle
- Leggero trucco da bagascia (rossetto rosso e ombretto blu)
- Le scarpe: erano l’unica nota dolente. Nel senso che per quanto avessi tentato di farmi entrare le chanel della vicina, mi dovetti arrendere a un paio di polacchine beige

Ricordo che per arrivare a casa del mio ospite presi l’autobus. Naturalmente uscii di casa già tutto bello e agghindato, sperando nella comprensione della gente normale. D'altronde era carnevale! ...E invece appena mi misi seduto un rattuso bauscia sulla sessantina si accomodò dietro di me e… Pam! Mi piantò la mano sul culo uscendosene con qualcosa del tipo:

«Che bel coscione!»

Ricordo che Mauro e Luca (travestiti uno da Brandon Lee in “The Crow” e l’altro più genericamente da ragazzo punk) di fronte a quella scena scoppiarono a ridere fino alle lacrime, incoraggiando il laido vecchiaccio a credere che fossi una puttanazza di borgata, nonostante io negassi e sostenessi di essere Raffaella Carrà:

«Vede? Ho anche la cartellina! Sto andando a fare la trasmissione!»

Infatti la parte del costume di cui andavo più fiero era proprio il raccoglitore su cui da una parte avevo appiccicato la scritta colorata e fedele all’originale “Carramba che sorpresa!”, dall’altra avevo pinzato una vera-finta scaletta del programma con due o tre storie strappa lacrime di parenti che si sarebbero ritrovati dopo decenni di emigrazione forzata; storie-parodie come quelle immaginate da Siti in “Troppi Paradisi”.

Secondo alcuni, il travestirsi da donna a carnevale è indicativo di misoginia nascosta e della voglia di liberarsi dalle costrizioni che il genere maschile spesso comporta. Non nascondo che appoggio in parte questa teoria.

E non nascondo neppure che, nonostante tutto, la mia passione più grande è sempre stato il costume de “El Zorro”, in alternativa quello di Spider Man. Entrambi i costumi li ho avuti da bambino. Ho continuato a indossarli in casa per molto tempo, anche quando il carnevale era ormai passato. Lo stesso dicasi per il mantello di Tiger Man. Mia madre aveva accettato di buon grado di acquistarli forse per i sensi di colpa per avermi mascherato gli anni prima da Cappuccetto Rosso, con tanto di cestino!