Tuesday, 26 April 2011

La stanza stregata (tratto da una storia vera) - 1

Iniziò tutto un pomeriggio di diciassette anni fa.
A Rossano, a casa di mia madre, precisamente in cucina e intorno al tavolaccio quadrato di legno su cui di solito spiccava un portafrutta rotondo di terracotta. Erano le 14.00 circa e, a differenza dei giorni precedenti, Io Bum Enzo Marco e Diego eravamo alla ricerca di un’alternativa a un primo pomeriggio troppo assolato anche per noi per decidere di restare in spiaggia a giocare a beach (“Mamma, oggi resto al mare”, dicevamo ai nostri genitori uscendo la mattina alle dieci per rincasare solo al tramonto, quando ormai era troppo buio per intercettare la palla a filo rete).
Sapevamo che a casa di mia madre saremmo stati da soli. La mamma era fuori, a pranzo da amici e lo stesso i miei fratelli .


Decidemmo di dare un morso a un panino, seduti in fila sui sassi della battigia, mentre scrutavamo il mare piatto e ascoltavamo il borbottio delicato della risacca, sempre moderata a quell’ora.
“Che si fa?”
“Un’altra partita?”
“M-mh… Tre contro due?”
“E chi lo bagna il campo? La sabbia è bollente”
“Ce ne andiamo?”
“E dove?”
“Da me non c’è nessuno”
“Ne hai film di fricamento?”
“Passiamo prima da me. Mio padre ha preso Così fan tutte con Panorama”
E poi la proposta; quella che nessuno avrebbe mai immaginato di accettare, vuoi perché suonava più come “una cosa da femmine”, vuoi perché nessuno di noi, prima, si era mai interessato alle scienze occulte (“Ti giuro che non mi era mai passato per la mente prima. Ma come c’è venuto?” mi ha confessato Marco poco tempo fa, col famigerato senno di poi).
“Ragà, facciamo una seduta spiritica?”
Ricordo bene l’espressione di tutti noi – dubbiosa, scettica, finanche seccata.
Per una frazione di secondo pensai che chi l’aveva proposto aveva sparato l’ennesima cazzata. Ma la frazione di secondo dopo tutti avevamo già pronunciato il nostro personale “Sì”.
Forse perché in quel periodo andava di moda – avevo sentito nei corridoi, a scuola, storie di sedute spiritiche a opere di ragazze che avevano parlato con Napoleone e Galileo Galilei; o forse perché alcuni di noi si erano scambiati impressioni sulla lettura comune di “I poteri ignoti dell’uomo” di U. Bardelli (Collana Mondi Sconosciuti, Edizioni MEB Torino, 1973) e ritenevano la cosa interessante dal punto di vista scientifico; o anche perché qualcuno della compagnia era andato in fissa per Creamy (leggi Enzo che ogni due per tre si assentava per spararsi una pugnetta sul cartone animato della signorina dai capelli viola che si trasformava saltando a destra e a manca scortata da due micetti in calore) ed era ammiratore sfegatato dei Cavalieri dello Zodiaco e dei loro poteri extra terrestri, fatto sta che dal quel pomeriggio la mia vita in quella casa cambiò per sempre.
Da quel giorno la casa di mia madre divenne una casa stregata.
(continua…)

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