Friday, 27 May 2011

Stanotte ho dormito una merda


Stanotte ho dormito davvero una merda. Ho due occhi che paiono due sacchi di piombo e mi sento la faccia a terra, un po’ mi gira la testa e il mal di stomaco causa ulcera non mi molla da quando ho messo piede giù dal letto. ‘Na chiavica, come dicono a Napoli.
A ogni modo, dato che non riuscivo a dormire ho pensato (a dispetto di ciò che sostiene Gerben «Hai russato con la bocca aperta e mi hai sbavato tutto il cuscino!»). O comunque diciamo che, anche se ho dormito, di sicuro ho sognato di pensare un sacco («Sognavi e hai detto: “Ho sbagliato una spedizione!”»). E fra le tante cose che mi sono passate per la testa c’era una riflessione su un paio di frasi circa l’amore e il sesso che mi sono rimaste impresse. Mi sono chiesto come mai proprio queste due, ma soprattutto come mai le ho sempre messe in relazione l’una con l’altra, quasi fossero state partorite dallo stesso autore.
La prima è di Cesare Pavese e in realtà l’appresi ai tempi del liceo; l’altra è di Enrique. J. Poncela e l’appresi durante gli anni dell’università.
Cesare pavese ha scritto: «Fare poesia è come fare l'amore: non si saprà mai se la propria gioia è condivisa». Terribile, ne?
E. J. Poncela, scrittore e drammaturgo spagnolo, ha scritto: «L'amore è una commedia in un atto: quello sessuale».
Però, come dicevo, nella mia mente i due concetti sono legati in un ordine diverso e rielaborati come segue: «L’amore si riassume nell’atto sessuale, del cui esito non si è mai certi».
Due verità vecchie come il profeta Abacucco, non c’è dubbio. Allo stesso modo è chiaro che si tratta di riflessioni di persone insicure. Da una parte c’è un individuo che sminuisce il sentimento dell’amore e lo ri(con)duce al puro atto sessuale, quando l’amore dovrebbe essere qualcosa di ben più profondo (o più lungo, se volete). Dall’altra c’è un uomo con la paura di non vedere il proprio amore ricambiato, o quanto meno un uomo incerto circa le proprie capacità amatorie.
Mi sono chiesto se si tratta di pochi casi isolati, o se effettivamente tutti gli innamorati soffrono pensando le stesse cose. Quindi se è inevitabile soffrire in amore.
Quando imparai queste due citazioni non ero fidanzato, ero ancora molto giovane e, quindi, è chiaro che mi colpirono perché avevo voglia d’innamorarmi ed ero perplesso circa la buona riuscita.
Eppure, oggi che ho al mio fianco una presenza costante, e per cui ritengo di garantire la stessa fissità rassicurante, noto che entrambi siamo alla continua ricerca di una conferma. La stessa cosa la noto nelle altre coppie. Anche quando non c’è una richiesta esplicita, lo si intuisce dai gesti, dalle occhiate.
Secondo lo psicologo romano Alfio Bracci l’amore è sempre insicuro. Non solo:
«Possiamo quindi definire come amore insicuro lo stato psicologico di chi è continuamente e ripetutamente “innamorato” in contrapposizione a chi non lo è».
Insomma, com’è come non è… siamo sempre appesi. All’altro.
Ho bisogno di dormire.

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