Friday, 6 May 2011

Studiare e lavorare per l'uguaglianza (scuola gay)


In questo periodo politicamente caldo, in cui come al solito molti di quelli che ci rappresentano si arrampicano sui palchi per farsi belli (qui è il caso di dirlo) "col culo degli altri", io ci provo - chi sa che qualcuno non colga il messaggio.
Mentre il sottosegretario alla Famiglia Carlo Giovanardi cade dal pero di fronte alla pubblicità dell’Ikea, i bambini d’oltre manica sorpassano di gran lena non solo lui, ma buona parte della popolazione italiana bigotta e lenta a capire. Come? Dovrebbe essere un’altra domanda da non porsi, tanto è scontata la risposta. Le parole magiche sono: buona educazione.
A differenza che in Italia, in Gran Bretagna hanno capito che è giusto insegnare ai bambini che al mondo esiste anche l’omosessualità. Questo può essere fatto introducendo un nuovo metodo d’insegnamento di tutte le materie, a partire dalla matematica, a finire alla geografia, alle scienze e alle lezioni d'inglese. Basta solo introdurre la variante gay, coinvolgere quella parte della comunità che finora è rimasta ai margini. Per esempio, un problema di matematica che chiede di risolvere la seguente operazione: «Se zia Maria ha due mele e suo marito Giovanni ne ha tre, quante mele hanno in tutto zia Maria e zio Giovanni?», potrebbe essere trasformato in questo modo: «Se zia Maria ha due mele e sua moglie Francesca ne ha tre, quante mele hanno in tutto zia Maria e zia Francesca?». Allo stesso modo, durante le lezioni di geografia, di storia e di lingue straniere si possono introdurre termini quali “outing” e “Pride”. Oppure, semplicemente dirla tutta su Adriano, Michelangelo, Leonardo, Alessandro il Grande, Garcia Lorca, Jane Austin, Giulio Cesare, Rilke, Edoardo II d’Inghiletrra... e hai voglia a continuare!
«Le lezioni sono pensate in maniera tale da aumentare la consapevolezza circa le problematiche di lesbiche, gay, bisessuali e transessuali e, in teoria, possono essere impartite ai bambini già dai quattro anni d’età».
Le lezioni così concepite sono appoggiate dal Dipartimento per l'Istruzione britannico e saranno disponibili per le scuole sul sito web della “Schools Out” (se qualche insegnante o scuola italiana fosse interessata: Download a PDF version of our flyer )
Sue Sanders, insegnante della “Schools Out”, ha detto che «Tutto quello che stiamo tentando di fare è ricordare agli insegnanti che le persone LGBT fanno parte della popolazione come tutti e possono essere coinvolte anche nella maggior parte delle lezioni scolastiche, nel momento in cui si decide di ragionare davvero in modo globale».
Allo stesso modo, il maestro David Watkins coinvolto nel progetto ha detto: «Quando hai un problema di matematica, perché coinvolgere solo una famiglia di diritto, o un fidanzato e fidanzata? Perché non riportare esempi di due ragazzi o due ragazze? […] Non è questione d’insegnare il sesso gay, ma di abituare i bambini all'idea che ci esistono tanti tipi di persone al mondo».
Questo progetto è finanziato dalla “Training And Development Agency For Schools” con la somma iniziale di 35.000 sterle (quasi 40000 euro).
Un portavoce del Dipartimento per l'Istruzione ha aggiunto che «si tratta di materiale didattico facoltativo e che spetta ai docenti scegliere le risorse didattiche più adeguate per contribuire a promuovere l'uguaglianza e la tolleranza».
Non ho mai sentito parole più giuste. Ve lo immaginate se le scuole del meridione fossero le prime a promuovere questa stessa iniziativa in Italia? Che smacco sarebbe!
Voi mi chiederete dove voglio andare se c'è ancora gente che ragiona come Giovanardi... Beh, in effetti... Ma a proposito di scuola, non dimentichiamo che c’è sempre da imparare e che i cambiamenti partono dal basso!

(fonte: Dailymail.com, Kate loveys)

1 comment:

Anonymous said...

conoscere, abituare è importante...chissà che proprio la naturalezza della vita e del semplice parlarne con tranquillità sia più utile che delle lezioni o degli esempi imposti..
tutto dipende da ognuno di noi, da come viviamo la vita ed approntiamo la futura società..
tt