Friday, 17 June 2011

Il mio amico "Beach"

È forse lo sport che amo in assoluto.
Sembra che il beach volley sia nato alle Hawaii nel 1915 grazie alla Outrigger Beach e al Canoe Club, ma la maggior parte delle persone insiste nel dire che le origini siano da trovarsi a Santa Monica, in California, circa 25 anni dopo.
Ricordo d’infanzia, quando l’estate trascorrevo giornate intere in spiaggia, sotto il sole cocente anche all’una, alle due, quando intorno al campo c’era il deserto e si sentivano solo gli sbuffi della fatica di noi giocatori e in sottofondo la risacca minima del mare piatto come una tavola, e quando diventavo così nero che neppure l’inverno la pelle si sbiancava (o certo non come si è candeggiata da quando vivo a Milano); gioco di squadra che connette modi di pensare, di agire e d’intendere la gara in modi a volte del tutto contrapposti, quindi che smussa, rende compatibili insegnando che i contrasti possono essere superati, che il compromesso finalizzato al bene comune è sempre possibile.
E infatti il beach era inizialmente uno sport per famiglie, solo astuzia e agilità senza scontro fisico, per divertirsi durante le gite al mare. Per lo stesso motivo ha riscosso un grande successo proprio durante gli anni della Grande Depressione, quando gli americani affollavano le spiagge per giocare “a quello che era praticamente l’unico passatempo e intrattenimento gratuito”.


E così che, a differenza dei così detti “Sport Maggiori” quali il ciclismo e il calcio, il beach volley, anche solo “Beach” per gli amici, rimane un GIOco e in quanto tale regala GIOia tanto a chi lo pratica quanto a chi lo guarda.
Bruciarsi i piedi sulla sabbia rovente, sudare secchiate d’acqua (non è mica così semplice spingersi in alto per colpire la palla che vola, mentre i piedi non trovano un appoggio sicuro) pur mantenendo l’attenzione costante per difendere la propria metà del campo… Ah!
Che nostalgia, cara Logan!

Complimenti alla nostra nazionale.

In fine, solo quattro parole: la terza è mia…

1 comment:

Anonymous said...

..che tempi..che giocate..ore e ore sotto il sole..recperi mozzafiato e ginocchia e bacino scorticati..che spettacolo...
ma..come tutte le grandi cose bisogna riverle almeno una volta ogni anno, per cui quest'estate preparati, una partita la facciamo..
e quel terzo posto al torneo? ci siamo distrutti, ci credevamo ed abbiamo vinto quell'assurda partita..
Logan