Monday, 24 October 2011

Amore da morire

Il 20 ottobre scorso a Padova si è consumata una tragedia.

Un uomo di 54 anni «non ha retto al dolore della perdita del compagno e ha deciso di farla finita scegliendo di morire proprio sulla sua tomba nel giorno del suo compleanno. L'uomo, 54 anni, e' stato trovato stamane nel cimitero di Piazzola sul Brenta (Padova), riverso sul tumulo di terra dove e' sepolto il suo ex convivente, anche lui morto suicida il 15 agosto scorso. In testa un sacchetto di nylon fissato al collo con del nastro da pacchi girato stretto; in tasca i documenti ma nessun messaggio» [ANSA].

All'indomani della morte violenta e tragica di Marco Simoncelli qualcuno oggi potrebbe pensare che chi si toglie la vita non la meritava. È così?
Si è sentito spesso, in passato, di suicidi per amore (o tentati suicidi, o ancora omicidi suicidi), ma spesso e volentieri si è trattato di ragazzini (inteso: ragazzi e ragazze etero), o coppie etero adulte.
Su questo stesso sito abbiamo letto più di una notizia di suicidio di ragazzi gay vittime di bullismo. E infatti notizie di suicidi di gay sono più che altro riferiti a singoli che vogliono sfuggire a condizioni di crisi derivanti da “rapporti sociali distorti” o, come ricorda ancora Roberto Garavaglia, docente presso l’Università di Chieti-Pescara, nella sua “Breve storia del suicidio“: che sono «il risultato estremo di una condizione di crisi esistenziale», rifacendosi alle parole dell’intellettuale ebreo austriaco Hans Meier, noto con lo pseudonimo di Jean Améry nel suo libro “Levar la mano su di sé”.
Seguendo l’excursus del professor Garavaglia sul suicidio nella Grecia antica e nella Roma repubblicana e le relative causae moriendi, quella che maggiormente potrebbe ricondursi al gesto del 54enne padovano dovrebbe essere la «fides: lealtà verso il comandante, o il marito».

Suicidio non solo per lealtà, ma, ribadisco, per amore, proprio come in una pièce inglese seicentesca - “Romeo e Romeo”, direi.
L’opera di Shakespeare conta 16 suicidi e solo uno «quello di Ofelia in Amleto (il meno premeditato di tutti) riceve una condanna ecclesiastica, mentre non vengono condannati né i suicidi di Romeo e Giulietta né quello di Otello».

Morire per amore, dare la propria vita per l’altro.

Ne ho parlato con Ms Erection che prima ha commentato «Un uomo?», con una meraviglia che ha subito dissimulato, e che poi ha aggiunto «A ogni modo, ci vuole coraggio. Io credo che darei la vita solo per un figlio».
Non è così.

È questo il significato della frase «Ti amo da morire» che oggi suona così scontato quando la pronunciamo.
Fabio e Andrea avevano gestito insieme per anni una discoteca a Padova, ma il 13 marzo dell'anno scorso il locale era stato perquisito dai carabinieri che avevano trovato decine di pastiglie di ecstasy e flaconi di Gbl, (per cui era stato arrestato per spaccio un padovano di 40 anni) e di lì a poco la storia tra i due era finita. Così Andrea, era caduto in crisi e si era impiccato nell'appartamento dove aveva vissuto con l'ex compagno. Appresa la notizia, Fabio aveva tentato di tagliarsi le vene nello stesso appartamento, ma si era salvato [Cfr.: “Leggo” dtd 20/0tt]. È riuscito ad uccidersi quattro giorni fa, il giorno del compleanno di Andrea.
Una storia che rimanda a quella di Agostino e Giuseppe che nel 1994 hanno fatto la stessa scelta per non essere divisi.

Ed ecco che ancora una volta abbiamo la dimostrazione concreta dell’universalità del sentimento d’amore.
A me è capitato spesso di pensare “Per chi darei la mia vita?”. Senza dubbio darei la mia vita per la famiglia, per tutte le persone non solo che amo oggi, ma che ho amato in passato. Gianna Nannini canta in “Suicidio d’amore”: «Abbracciami/niente ci può sciogliere/ancora i tuoi sospiri le notti a ridere/lascia che sia la sera a farci illudere/prima che passi questa notte invano/Ci troverà la sera/ci troverà insieme».

Purtroppo oggi ci sono ancora uomini e donne ignoranti che nascondono a stento una risata (forse provano vergogna per se stessi? Fanno bene!) quando sentono di questi episodi, forse paragonandoli alla storia di Encolpio e Gitone.
Ridono, mentre altri uomini e donne continuano a morire d’amore comunque nella certezza di non dover dimostrare niente a nessuno, perché per loro solo l’amore conta.

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