Thursday, 13 October 2011

Quando i piedi parlano

Dopo gli articoli che già in molti di voi hanno criticato alacremente su come individuare l’anima gemella da come veste, da cosa legge, da cosa ci regala e dalle mani, oggi torniamo alla carica con un articolo dedicato ai piedi, facendo riferimento a quanto scritto da Frances Childs del “Daily Mail” e dagli esperti di footreading.com.
L’articolo della Childs s’intitola “Never marry a man who can wiggle his little toe... or how your feet reveal the secrets of your character”, ossia “Non sposare mai un uomo che riesce a muovere il quinto dito del piede… ovvero: come i piedi rivelano il nostro carattere”.
So già che il mio dolce Mayor condividerà in toto quanto andremo a esporre, lui che ha fatto dell’ayurveda un caposaldo della propria gnosi.
«La lettura del piede è stata praticata in India e in Cina per più di 5000 anni. Essa deriva dalla convinzione che i piedi rispecchino la salute e la natura anche del resto del corpo». I piedi specchio dell’anima proprio come gli occhi.
I piedi e la mente sarebbero legati indissolubilmente. Secondo la bionda Jane Sheehan, nota riflessologia e autrice di “The Foot Reading Coach”, dai piedi si capisce ad esempio come lavora il nostro apparato digerente e come ci relazioniamo con gli altri.
«Levati le calze e saprò dirti se sei un tipo che ama l’avventura, un creativo, etc…» ha detto.*
Riassumo brevemente alcuni metodi di lettura:
• Alluce: se molto più lungo delle altre dita allora la persona in questione è creativa e intelligente. Se piccolo, allora è superba e in grado di svolgere più mansioni contemporaneamente.
• Secondo dito: se lungo, la persona in questione è tendenzialmente un leader, dinamica e intraprendente, ma anche prepotente. O si fa a modo suo, o nulla. Al contrario, la persona è paziente e quieta.
• Terzo dito: se lungo, la persona in questione è energica e piena di risorse, soprattutto sul posto di lavoro. Determinato e perfezionista, tende a mettere da parte la famiglia e l’amore. Se a punta corta, invece, ama godersi la vita.
• Quarto dito: se la punta è bella dritta, ecco che la persona in questione mette al primo posto la famiglia e se le relazioni con i propri cari non vanno bene, ecco che il dito tende ad arricciarsi. Queste persone fanno fatica a infischiarsene dei problemi degli altri, facendosi coinvolgere oltre misura. Se il dito è corto, la vostra attenzione allora non è affatto incentrata sulla famiglia.
• Quinto dito: chi riesce a muoverlo con facilità è impulsivo, avventuroso, affascinante e amante dei flirt. Chi non ci riesce è più prevedibile e leale. Scegliete il primo se volete per voi un pazzo frenetico, ma non se il vostro fine è il matrimonio, o di una relazione stabile.
Se ogni dito è più lungo del successivo, creando una scala armonica, allora la persona in questione è metodica, precisa e pratica – non è il mio caso. E così via… la studiosa continua con l’interpretazione della forma (lunga e stretta, o tozza; se il piede è arcuato; se la pelle e squamata, eccetera…)
I miei piedi non sono proprio l’ideale: secondo dito più lungo, mignolino con unghia a forma di artiglio di cane («Ehi, attento! Potresti sgozzarmi con quel coso» mi ripete sempre Mayor a letto), leggermente piatto, ma lungo e stretto, tipo egizio. Per esperienza, però, posso dirvi che, che muovano il quinto dito o no, le persone che li sanno massaggiare, i piedi, sono le migliori. Non c’è niente di più rilassante – ed erotico - che un bel massaggio plantare.

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* Cfr.: F. Childs “Never marry a man who can wiggle his little toe... or how your feet reveal the secrets of your character”, Daily Mail, 12/10/2011

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