Monday, 21 November 2011

La prova vacanza

Per molti, Natale come Ferragsto è periodo di viaggi. 
È credenza diffusa che quando un uomo decide di prenotare una vacanza con una nuova fiamma vuol dire che è sua intenzione sperimentare la convivenza 24h su 24 in modo da stabilire se quella può essere la Storia con la “S” maiuscola.
Alla luce di ciò ho ripensato a com’è iniziata la storia mia e di Mayor. Praticamente l’esatto opposto: siamo partiti in vacanza per Amsterdam dopo solo tre settimane di frequentazione. Ma già so che c’è chi ha fatto di meglio. C’è chi è andato a convivere dopo pochi giorni, altro che viaggetto…!
Ma è davvero così che funziona? Davvero qualcuno crede che una vacanza insieme possa dare l’idea di come sia la vita insieme?
Magari sì.
La mia vacanza con Mayor andò benissimo. Non fu vissuta come prova di convivenza e, infatti, non conviviamo tutt’oggi. Trasgredimmo entrambi: sesso sfrenato e tutto ciò che una città come Amsterdam potesse offrirci. Devo ammettere che fu interessante non solo vederlo, ma anche vedermi all’opera.
Però conosco persone come i miei amici Canappa e Lilly che dopo un mese di relazione, durante la loro prima vacanza con i rispettivi fidanzati, si sono viste messe da parte, abbandonate, scaricate per uno sconosciuto.
Storie molto simili fra loro. Ma quella che racconto di seguito vale per tutte le altre di cui sono a conoscenza.

Lui è un architetto olandese che lavora e vive a Milano con il suo compagno calabrese da 11 anni. Dopo un lungo periodo di privazioni, finalmente decidono di potersi permettere una vacanza. Partono per Barcellona. La prima sera vanno a ballare in una fra le migliaia di discoteche delle città. In pista, l’allegro olandesino conosce un ragazzo che gli apre gli occhi - capisce di aver preso un granchio (un granchio grosso 11 anni!) Dopo l’intera notte di passione con la nuova fiamma, appartato in un angolo del locale, torna in pista dal suo (ex) fidanzato che lo cerca preoccupato e lo molla lì, dandogli la notizia che dal giorno dopo andrà a vivere con Juanito (nome di fantasia) e che non tornerà più in Italia.
Naturalmente, al calabrese rinnegato non rimane altro che ripartire subito per Milano, da solo e depresso al limite di ogni umana sopportazione.
Dopo una settimana di silenzio assoluto lui richiama comunicando agli amici e ai parenti che si è trasferito a Barcellona che l’appartamento in affitto condiviso con l’ex dev’essere sgomberato, quindi se possiamo, per piacere, portar via di lì tutta la sua roba, ammassarla in una soffitta o in un garage e che tornerà a prenderla quanto prima, che intanto possiamo scegliere cosa tenere per noi in modo da alleggerire il suo fardello in vista del trasloco internazionale.
L’ultima volta che se ne sono avute notizie stava per sposarsi.
Del mio conterraneo, invece, non ho saputo più nulla. Si vocifera che viva con un nuovo compagno in Germania. Alla fine ce l’avrebbe fatta anche lui.

Chi avrebbe il coraggio di biasimare l’uno, o l’altro?
Ecco che mi par di capire che se c’è qualcosa di sicuro questa è che, che sia all’inizio di una frequentazione o dopo una vita insieme, le vacanze hanno sempre un forte potere chiarificatore.

2 comments:

Plasma Solitario said...

Non saprei, perché in fondo una vacanza non è esattamente la realtà. Quando sei fuori in ferie, non hai il problema delle bollette, di qualche cosa guasta a casa, perché mentalmente le hai lasciate nel tuo appartamento, non te le sei portate appresso, sicché l'approccio psicologico a quei giorni è decisamente diverso. Convivere è tutta un'altra cosa e, oserei dire, tutta un'altra lotta. È evidente che, se non funziona in vacanza, non c'è speranza che possa nascere una convivenza, ma credo che la problematica sia molto più complessa.

Rf said...

Hai decisamente ragione
Rf