“Novembre 2002
Ancora in cerca di lavoro
Incerto sul futuro
Penso ancora troppo...”
Ancora in cerca di lavoro
Incerto sul futuro
Penso ancora troppo...”
E poi ho sottolineato una considerazione quasi evangelica dello scrittore. La si legge nel capitolo “Perché essere buoni” e recita “[…] per dono, perché vogliamo bene a qualcuno. Perché vogliamo far del bene a nostro figlio, ai nostri amici, alla nostra città, alla natura, a chi verrà. Il progresso umano avviene perchè ogni uomo è capace di donare”.
Tutto bello e facile a dirsi, a scriversi. Ma non così facile come fare il male. Perché “Il male è facile”.
Al giorno d’oggi tutto è più facile. Vuol dire forse che tutto è più male che bene?
Quest’anno tornare a casa in Calabria e ripartire per Milano è stato più difficile.
Un senso profondo di vergogna mi ha attanagliato quando mi sono ritrovato nel piazzale della stazione FS Rogoredo, dove si sono raccolti, dice chi li ha contati, 60 pullman fra almeno quattro società di autotrasporti diverse che hanno permesso a circa 3700 persone di viaggiare in lungo per l’Italia (calcolatrice alla mano: circa 192.500,00 euro totali), che te lo spiego io se gli autisti di linea almeno non tentavano di ridurre al minimo il disagio, acuito dai lavori di ammodernamento della stazione ferroviaria, richiamando l’attenzione dei viaggiatori con cartelli che indicavano il numero del “postale”, quindi della tratta di competenza. La gente, i meridionali smadonnavano trascinandosi dietro le valigie e, in alcuni casi, i cari vecchi cartoni chiusi con lo spago, sotto lo sguardo incredulo, pietoso, a tratti di disprezzo del popolo del nord.
Chi li può biasimare? Chi può spiegare loro che cercavamo di tornare tutti a casa, dalle nostre famiglie, anche quelli che di solito viaggiavano in treno, su quel lurido, schifoso e pietoso treno – l’unico – che ancora ci teneva legati al resto d’Italia come la radice lisa del dente di un vecchio che è lì lì per staccarsi – che alla fine ce l’ha fatta a lasciare nudo quell’ultimo pezzetto di gengiva purulenta?
L'ottimismo in certi frangenti suona come una parola sconosciuta.
"Ci vuole ottimismo!"
"Come?"
"Ho detto: bisogna essere ottimisti!"
"Scusa, in che senso?"
L'ottimismo in certi frangenti suona come una parola sconosciuta.
"Ci vuole ottimismo!"
"Come?"
"Ho detto: bisogna essere ottimisti!"
"Scusa, in che senso?"

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