Monday, 2 January 2012

2012 - Onori e amori


I festeggiamenti di quest'anno sono stati del tutto inaspettati, insperati; per me inusuali. 
Non la solita cena a casa di amici. Tantomeno in discoteca, o in montagna. Ancora una volta Warm Mayor mi ha sorpreso, dimostrandomi il suo amore e mettendomi alla prova. Nel senso che ha messo alla prova la mia capacità di fidarmi di lui, almeno di provare a fidarmi. 
Ed ecco che ha mi ha regalato un capodanno a Parigi! La prova per me è consistita nel lasciare che mi finanziasse completamente – 4 giorni e tre notti. 
Ha capito dal primo giorno che ci siamo conosciuti che non mi piace ricevere certi regali. E pur sapendo che non avrei potuto pagare la mia quota, l’ha fatto! Ha capito da subito che non voglio sentirmi assistito, che certi doni, per quanto fatti col cuore, non mi fanno sentire a mio agio, ma solo dipendente, nel senso di non autosufficiente, misero e meschino. 
E infatti la mia prima intima reazione è stata di rabbia. Furiosa rabbia, più forte dell'intero me; eppure, una rabbia che ho cercato di nascondere il più possibile… solo per amore. 
Per la prima volta mi sono messo alla prova, dicendomi che quando potrò avrò l’occasione di fargli una sorpresa e un regalo uguali, quando potrò lo sorprenderò. 
Per me è stata una prova dura, che mi ha distratto per una buona parte della vacanza e che mi fa riflettere ancora, altrimenti non sarei qui a scriverne. 
Alisja dice che ormai è tempo di ricominciare ad accettare i meccanismi di una coppia, che devo lasciar fare, apprezzare, amare l’altro anche per la sua capacità di gesti simili. 
...Vuol dire che continuerò a lavorarci su, io che, pochi giorni prima di partire, cioè appena informato del viaggio, che avremmo soggiornato in centro vicino al teatro dell'opera, ho pensato: “Vorrà dire che arrivati a Parigi cercherò di portarlo a cena in un posto romantico, o perché no?, di portarlo proprio all’opera!”. 
Ma non è stato possibile. Non ho avuto il tempo di rimanere da solo per andare in biglietteria; internet dal mio smart phone (un altro suo regalo) non dava risposte alle ricerche concitate sulle prenotazioni del Teatro dell’Opera. Che poi, a ben vedere, quando ce l’avrei portato? 
Non abbiamo fatto altro che scarpinare come due muli esaltati, dal Musee d’Orsay al Musee du Louvre all’Orangerie, etc… fino al 31 di dicembre, cioè fino a quando ci siamo imbarcati verso Versailles dove siamo rimasti fino a sera. Lì, di fianco alla biglietteria, ho trovato un banchetto che pubblicizzava gli spettacoli dell’Opera. Mentre Warm Mayor prendeva le audio guide mi sono avvicinato alla signorina che con l’espressione odiosa di tutti i francesi («An po’ do?») mi ha confermato che per quella sera - l’ultima a disposizione per noi - era tutto esaurito («Nessuno spettacolo, messiè!»).
Alle 20.30 siamo ritornati in città e all’uscita della metropolitana "Opera", di fronte alle figure di uomini e donne intolettati che scivolavano piano sulla scalinata bagnata di pioggia verso l’ingresso del teatro, è stato Mayor stesso a chiedermi, come leggendomi nel pensiero: «Perché non tentare?» 
Ci siamo diretti alle biglietterie e abbiamo trovato due posti last minute per assistere al balletto dell’ "Evgenyj Onegin". 
A quel punto l’ho quasi odiato! Non mi ha lasciato neppure il piacere di offrirgli lo spettacolo che doveva essere una MIA sorpresa! Un segno del destino? 
Ebbene, le coreografie di John Cranko basate sulle musiche di Čajkovskij composte a loro volta sui versi dell’omonimo romanzo di Puškin non potevano che segnare una fine d’anno migliore. 
Costumi favolosi, scenografie altrettanto magnifiche ci hanno condotto fin nel salotto di Tatiana che, leggendo la lettera dell’uomo che un tempo l’aveva rifiutata, ricordando l’amore per lui, per quello stesso Onegin che l’assale prostrandosi ai piedi di lei, lo rifiuta - nonostante il suo sentimento per lui sia ancora vivo. Anche se Onieghin le dichiara che il suo amore ora è sincero, Tatiana lo congeda, decisa a rimanere fedele al principe, suo marito. 
Bisogna capire ciò che si possiede. Bisogna dare il giusto valore all’onore che, quando lo si perde una volta, lo si perde per sempre. 
Ed ecco che ho capito. Mayor prende le sembianze della mia Tatiana: 
«Io sono innamorata» tristemente 
continuava Tania a mormorare. 
«Sei malata, tesoro, certamente».
«Innamorata son, lasciami stare» 
Io, anche se è stato il primo capodanno che non ho festeggiato ingozzandomi di lenticchie (speriamo bene!), anche se ho lasciato che qualcun altro mi mantenesse, difendendo i miei interessi, evitandomi cioè di ripiombare col conto in rosso per via del mutuo nuovo di zecca, ho capito che ho ancora paura; sì, ma ho capito anche che non voglio essere Onegin, quell'Evgenij, giovane dandy vanesio e superficiale che manca l'amore ancora una volta.
Sarà questa fine del mondo per me, cambiare a tal punto?
Per dirla con le parole di Pisarev ricordate da Paolo Nori («www.paolonori.it» 21-11-2008), "la fine di una vita molto disordinata: [...] di quel sentimento che i tedeschi chiamano Katzenjammer e che di solito visita qualsiasi bisbocciane il giorno successivo a quello di una buona bevuta. L’uomo è fatto dalla natura in modo che non può continuamente ingozzarsi, bere e studiare continuamente la scienza della tenera passione".

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