Friday, 13 January 2012

Certe altre mattine

Certe altre mattine non riesci più a riderci su, ma ti viene semplicemente il rovescio leggendo: «Io ho il diabete. Non mi offendo se qualcuno mi dice che sono malato, è la realtà. Bene, per quale motivo gli omosessuali si offendono se qualcuno, correttamente, parla di patologia? Una eccessiva tolleranza verso stati di anormalità, e l'omosessualità tale va considerata, ci porta alla conclusione che la gente si confonda e non capisca più cosa è il bene e che cosa è il male». Lui è uno psicologo, sia chiaro, che ha poi precisato: «Io ho sempre detto che ho il massimo e assoluto rispetto per chi compie scelte di altro tipo rispetto al mio e naturalmente questo non implica nessuna malattia, ma secondo me è una condizione di diversità. Lungi da me giudizi discriminatori o l'omofobia, ma contesto al mondo gay il tentativo di impedirmi di dire quello che penso». Pare siano le parole di Franco Bruno, sessantatreenne criminologo cosentino e docente universitario a Salerno e a La Sapienza di Roma che avrebbe commentato così le dimissioni dell'assessore pugliese che ha definito «signorina» Nichi Vendola. «Un omosessuale è nella stessa situazione di chi è handicappato, sordo o cieco». Sarà vero? Certe altre mattine – dicevo - quando sei disperato al punto che ti dici che, quasi quasi... ma come ti manca casa tua, la Calabria, che chi te la fa fare a rimanere qui… ecco che pensi: sì, scendo a casa, perché lì… perché… lì è meglio, vero? Lì noi abbiamo… Be’, giù… Giù, be’, non abbiamo i treni, ma… Nemmeno le autostrade e... Eddai, almeno noi tolleriamo gli omosessuali nonostante siano dei malati. Infatti è stato dimostrato che la ricchionaggine mica s’immischia, no? E poi avremo una centrale elettrica a carbone che ci porterà tanto lavoro! Scemo chi non capisce quanto sia conveniente e sicuro il carbone! E poi… ecco sì, poi giù siamo una società multiculturale ben integrata, no? Vedi Michele Santoro: dice che l’aveva annunciato a Marina di Pietrasanta, alla festa del Fatto Quotidiano, che sarebbe tornato in TV attraverso canali privati. E infatti ieri sera su Telelombardia (credo sia stato visibile anche su Telenorba) non è mica partito con un servizio proprio su Rosarno? Immigrati clandestini ridotti in schiavitù, dicono! Giunti sulle coste ioniche raccontano che si disperdono, allo sbando, su tutto il territorio, in cerca di un posto misero in cui dormire e di un misero lavoro che permetta loro di mangiare. Più integrati di così, tutti stretti come sardine, come dire: novanta cuori e una capanna? E chi è che non vorrebbe venire giù?

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