Monday, 25 June 2012

Un'illuminazione... elettrica

Mayor era appena andato al lavoro e io ero qui a casa, calmo, a dipingere in una stanza che per il momento è ancora vuota e che adopero come magazzino; il piccolo Sony acceso dall’altra parte, in cucina. Non so come mi sia venuto di metter su un CD così vecchio – una compilation homemade by Mr T-Fish nel 2004! Il titolo: “You’re Beautiful Compilation”. Fra i titoli, appunto: “Beautiful” dell’Aguilera; “Everything” della Morrisette; “Baby I Love you" della Lopez… und so weiter…
“Che tenero!” mi sono detto “Avevo quasi dimenticato che ci siamo amati…”
Mi sono chiesto se il mio fosse un pensiero sconveniente, ma ho concluso che non lo era, dato che sono sicuro del mio amore, oggi. Anzi che, forse, certe riflessioni mi vengono su dallo stomaco proprio quando sono più tranquillo di me e del mio partner.
Così ho continuato a ricordare i momenti passati con una nota (è il caso di dirlo) di nostalgia, quella di cui può godere solo chi ha alle spalle un distacco di così tanti anni.
Come al solito, col trascorrere del tempo la prospettiva delle cose cambia come mai potevamo figurarcelo prima; già, nemmeno quando ci dicevamo che “tanto fra otto, dieci, vent’anni sarà diverso, vedremo tutto sotto un’altra luce”. La verità è che finché questa luce non si accende ignoriamo l’esistenza di molti dettagli, appunto, chiarificatori.
Dal giorno in cui mi è stato regalato, quante volte l’avrò sentito, cantato io stesso questo CD? Eppure, mentre guardavo la punta piatta del pennello andare su e giù per spalmare il fondo, “Electricity” di Elisa era come se l’ascoltassi - nel vero senso del termine - per la prima volta.
Dopo otto anni mi sono trovato a domandarmi se la scelta di T-Fish di dedicarmi quella canzone fosse stata casuale, o dettata dal ritmo piacevole, oppure dalla voce della cantante che coinvolge e avvolge come la coperta di Linus… oppure dalle parole – dal suo significato generale, ma anche da quelle parole riferite a me e in quel dato momento della vita di Mr Fish.
Preferisco credere nell’ultima ipotesi; nel qual caso, però, dovrei essere io a chiedergli scusa. Scusa se l’ho colto solo ora, dopo otto anni!, scusa se ho capito soltanto oggi che era semplicemente troppo avanti per me. O forse è meglio riconoscere che ero io troppo indietro, tant’è che c’ho messo otto anni a raggiungere il suo pensiero… Ecco perché non eravamo fatti l’uno per l’altro. E poi, quasi sicuramente il messaggio non mi era chiaro ANCHE a causa della mia innata attitudine a fuggire davanti alla puzza acre della sofferenza del cuore.
Adesso lo so davvero; so che anche tu, come me, hai sofferto troppo.
Quando si dice avare l'illuminazione "elettrica".

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