Tuesday, 3 July 2012

Calabria, noi ci mettiamo il cuore (…e anche la faccia) - 1st Calabria Gay Summer Day!

È stata dura, ma alla fine ce l’abbiamo fatta. Siamo giunti a una conclusione e il termine è vicino.
A ben vedere, a causa della poca disponibilità di liquidi, quest’anno Mayor e io non avevamo molta scelta nella programmazione delle vacanze estive: o una settimana separati, io a casa mia in Calabria e lui in Valtellina (o peggio: da solo a Torre del Lago con i suoi amici!), e poi una settimana insieme a Lecco; o due settimane insieme, che fossero al lago da lui, piuttosto che in Calabria… dai miei!
Quando ho chiesto la prima volta a mia madre se avessi potuto invitare a casa sua Mayor, be’, diciamo che non ha fatto i salti di gioia. Per questo avevo deciso di non insistere. Pensavo fosse una faccenda personale.
La sua reazione l’ho giustificata con il fatto che, in effetti, dopo avermi sentito pronunciare il nome di Stella fino al vomito e avermi visto insieme a lei per tre anni e mezzo, quindi star male; poi fare lo stesso, per altri cinque anni, con Mr. T-Fish, quindi star male di nuovo… adesso forse, ecco che ne ha le scatole piene.
“Ci sta, no?” mi sono detto “Starà pensando: chi è mo ‘sto Mayor?” e invece sbagliavo.
Ho avuto un po’ di remore a parlare di ciò con lui. Ho avuto paura che potesse prendersela, dato che già senza conoscere questi retroscena si autodefiniva “Il reietto” di fronte alla mia famiglia.
Ma invece, come scrivevo, non c’era nulla di tutto ciò dietro la ritrosia di mia madre che alla fine ha accettato di buon grado di ospitare il mio compagno (per mio padre non ci sono mai problemi, se non quando ce ne sono per davvero).
Come Melinda McCollum ne “Il quinto muro”, credo che mia madre abbia pensato per un momento che capirmi, capire il desiderio di avere al mio fianco la persona che amo anche in vacanza, a casa, significasse farsi mia complice. E credo che alla fine, da mamma chioccia innamorata sì, ma di suo figlio, abbia deciso di proposito di essere mia complice, perc - e sia chiaro che lo scrivo con ironia - “essere complice nella propria distruzione fa apparire minore il pericolo.”
Infatti era solo preoccupata per me; aveva lei paura che ne risentirò, io, della reazione della gente del paese. Voleva che ci pensassi due volte, ma solo in via preventiva, per difendermi. Come se finora il paese non avesse avuto occasione di (s)parlare. Perché le voci, che sia chiaro a tutti, mi sono giunte anche se vivo a Milano.
A ogni modo, il 7 luglio Mayor arriverà qui, in Calabria, nel mio paese, quello di cui ho scritto molte volte descrivendo il mio sogno di viverci, un giorno, proprio con colui che sarà il mio compagno nella vita.
E adesso cosa succede? Cosa accade adesso che il sogno sembra prendere le forme della realtà?
Ecco che quando ho detto a Mayor che sarebbe potuto venire a Rossano per trascorrere le vacanze con me e la mia famiglia (ospite a scelta di mia madre, piuttosto che di mio padre), be’ che lui – meschino! - se n’è venuto fuori con una frase di cui, evidentemente, non coglieva la gravità mentre la pronunciava. Mi ha fatto:
“Forse è meglio se prenoto una stanza in albergo, che ne dici?”
Sono sbiancato. “Meno male che non ti ha sentito nessuno dei miei” ho pensato.
Così mi sono detto che dobbiamo iniziare a lavorarci un po’ su, nel senso che c’è poco tempo e c’è da mettere in chiaro alcune regole base da seguire prima che il mio compagno venga dal nord a conoscere la mia famiglia, al sud; o davvero potrebbe essere una catastrofe… perché, a dispetto di mia madre e di mio padre che lo aspettano a braccia aperte, qui pare che a parlare di coppie gay in vacanza persista la dannazione dei demoni di Anne Rice, nel senso che alla gente gli si “rizzano carni e pili canini” perché a dispetto dell’intelletto che cresce a vista d’occhio (anche se non abbstanza da far funzionare il digitale terrestre, le linee telefoniche della Vodafone, e internet), il progresso morale si è concluso ormai da molto tempo.
Se avete un ragazzo calabrese e state per trascorrere le vacanze in Calabria:

Regola 1: bisogna sempre rispondere Sì a qualsiasi invito da parte dei famigliari del vostro fidanzato
Regola 2: ne consegue che NON si deve mai prenotare una stanza d’albergo. Ciò comporterebbe grave offesa
Regola 3: per lo stesso motivo NON si deve mai andare al ristorante quando qualcun altro ha cucinato per voi
Regola 4: mangiare sempre tutto ciò che viene poggiato sulla tavola; NON si deve mai dire NO a: pane di Forello, pesce fresco, piccante, melanzane soffritte, ricotte, caciocavalli e mozzarelle di Croce di Magara, liquore di liquirizia, limoncello e piretta. Anche a costo del vomito.
Regola 5: mai parlare di sesso riferendovi a voi come coppia. Se si parla di sesso, anche in modo scherzoso, bisogna parlare sempre degli altri, come se l’argomento fosse a voi sconosciuto. La regola vale per le coppie etero, ma ancora di più per le coppie gay. I padri e le madri calabresi non vogliono immaginare per niente al mondo una scena di sesso gay, e tanto meno bisogna lasciare intendere, MAI!, chi nella coppia è A e chi è P. i padri calabresi di ragazzi gay danno per scontato che i propri figli siano “i ficcatori”.

Parlandone con Mayor, per sdrammatizzare mi ha detto che non gl'importa, che non vede l'ora di riabbracciarmi  e di fare l’amore con me sulla spiaggia, ma poi ha subito aggiunto che scherzava, che non c’è pericolo, perché non vuole diventare “martire per l’emancipazione della terra Calabra”.
È stato allora che ho pensato: invece perché non fare l’esatto opposto? Perché non organizzare una specie di giornata estiva calabrese gay? Qualcosa che suoni un po’ provocatorio, ma divertente al tempo stesso, del tipo: CA.GA.SU.D., ossia Calabria Gay Summer Day?

Potrei postare con 24 ore di anticipo il nome della spiaggia/lido dove Mayor e io andremo il primo giorno di vacanza, così tutte le coppie di gay e lesbiche (ma anche etero) di Rossano e dintorni potrebbero raggiungerci, potremmo conoscerci e trascorrere insieme una bella giornata all’insegna del sole e del mare, mangiare in spiaggia e giocare a volley… e così dimostreremo che i calabresi ci mettono anche la faccia, oltre che il cuore.

Ho anche cercato di rintracciare i gay residenti in Calabria per rilanciare il progetto;e ho scaricato “Gfindr” chiedendo a Mayor di scaricare a su volta “Grindr” e inserendo il messaggio “Ci vediamo al CAGASUD il 07/07/2012", ma la coppia gay più vicina a Rossano risulta essere a 300 km, in Sicilia. È possibile? Vedremo...
Sono proprio curioso di sapere se saremo l’unica coppia gay in spiaggia in occasione di questo primo “Cagasud.”

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