Monday, 16 July 2012

I regret... (Note estive)


Ferie andate, finite.
Adesso è estate per gli altri. E ho di nuovo tanto sonno.
Il libro di questa estate per me è senza dubbio “Extremely Lodud & Incredibly Close” di J. Safran Foer.


Scrive la nonna al nipote:
«I regret that it takes a life to learn how to live, Oskar. Because if I were able to live my life again, I would do things differently.
I would change my life[…]»


«Mi dispiace che ci vuole tutta una vita per imparare a vivere, Oskar. Perché se fossi in grado di vivere la mia vita da capo, vorrei fare le cose diversamente.
Cambierei la mia vita [...]»


Per vivere, come per la maggior parte delle cose nel corso della vita, ci vuole talento oltre che un allenamento intenso che non ammette troppi errori e ripensamenti.
Io mi sono reso conto subito di non averlo, questo talento. Subito nel senso a nove anni all'incirca.
L’ho riconosciuto in mio padre, così come in mio fratello e ho capito che io non ce l’ho, che mia madre non ce l’ha, e mia sorella ce l’ha solo in parte.
Saper vivere non c’entra con il sapere amare. Almeno credo.
In realtà chi sa vivere ha la stessa percentuale di rischio di sviluppare un forte egotismo di chi non sa vivere.
Chi sa vivere ha le stesse possibilità di servirsi dell’amore di chi non sa vivere, perché entrambi, sia chi sa che chi non sa vivere, potrebbe averne bisogno per arrivare fino in fondo.
L’amore è un’arma e anche un premio.
I regret...

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