Tuesday, 21 August 2012

Il vento al di là delle tende

Sapete, domenica sera è stata una di quelle serate.
Il tuo amore va via, al lavoro, e tu ti sdrai sul divano davanti alla tv, con il tuo libro, ma fai solo finta di guardare il film o di leggere il libro perché gli occhi volano tutt’intorno: al tavolo nuovo, alle sedie nuove (che non sono piaciute a nessuno, eppure non t’importa), alla nuova tenda bianca da due soldi che pure sembra soffice e sembra un bambino ai primi passi che voglia venirti incontro per gli sbuffi continui del vento caldo che la spingono in avanti e indietro, incerta, ma regolare, quasi la risacca del mare.
È inevitabile che ti fermi a pensare: alla tua famiglia, senza la quale (nel mio caso è così) non avrei mai avuto tutto ciò (non adesso), a tutto quello che è stato fino a poco tempo fa e a come sei arrivato qui, dove il “qui” indica niente di straordinario, anzi!, semplicemente una condizione molto diversa, o comunque inaspettata rispetto a ieri.
Anche se sei ateo, o lo fai credere ali altri, ti chiedi: ci sarà davvero un progetto divino?
Nell’ultima intervista che ho letto a Nathan Englander l’intervistatore gli ha chiesto se credesse in Dio e lui, da maestro qual è, ha risposto “Non lo so, sarei portato a dire di no, se non avessi paura di una sua reazione.”
Ti domandi cosa sarebbe oggi se… se… se… e anche se sei felice, t’interroghi come sarebbe la tua vita oggi se in quel tal giorno, o in quell’altro non ti avessero spezzato il cuore, o se tu non l’avessi spezzato.
Ma eccoti, anche con il cuore spezzato.
Tempo fa ho letto una frase attribuita da FW Kenyon a Lord Byron durante una conversazione con Miss Milbanke, secondo cui a volte “i cuori rotti si possono riparare”, dopo di che si continua a vivere solo per metà.
È davvero così? Ogni amore passato ci porta via un pezzetto di cuore creando quella sorta di disillusione che quasi tutti gli adulti vivono, pur essendo innamorati e felici? Oppure si tratta solo di un pensiero triste?
Ci ho pensato a lungo, e mi sono detto che fino a domenica ci sono arrivato con Mayor. Mi ha accompagnato a comprare le tende, mi ha aiutato a sceglierle e mentre le montavo è rimasto lì a passarmi il trapano e l’asciugamano per asciugarmi il sudore, anche se non ne aveva voglia, o quanto meno avrebbe fatto volentieri dell’altro.
Ma non posso dire non essere arrivato nella mia nuova sala da pranzo anche con Mr T-Fish, o con Biondo, o con Stella, anzi, forse in primis Stella.
Quindi, forse sarebbe meglio dire che i cuori rotti si possono riparare e che ogni amore finito male non porta via, ma aggiunge un pezzetto al cuore, come per formare una specie di callo protettivo che potrebbe dare l’impressione di generare l’incapacità di sognare, quando invece dovrebbe aiutare a riconoscere fra tutti i sogni che hai fatto tuoi fino a oggi l’unica realtà che vuoi vivere e con cui potresti farti male davvero.

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