Friday, 17 May 2013

The Birthday Creation



36.

Thirty-six whispering years. 

They lock the past's door behind me, whilst the 37th year pickaxes the wall in front of me, starts breaking through it to get me going beyond.

The light surrounding me in the 37th year does not change.

What I realized is that the birthday was almost certainly invented by a person in love to celebrate the existence of his beloved one: it was a mother, may be, or a wife, or a husband, it could even be a unrequited lover.

Of course, the birthday is not the product of the mind of a child, who'd be too young to spontaneously associate the one he loves to the exact date on which this very One made his first appearance on earth. 
Also, the birthday is certainly not the product of an adult, because the more you grow up the less you want to celebrate your advancement towards your Finish Line - especially when you feel you took part in a race you're unsatisfied with.

The birthday can be just the product of a third person's mind, someone who loves you to the extent of celebrating your existence.

I'm lucky because many people are willing to celebrate me today.

I'm lucky because their happiness coincides with the celebration of the international day against homophobia, which seems to give a deeper meaning to this 5.17, and which means anything to other people.

I am very lucky because if I were a stupid man, today I could even afford the luxury to consider myself hapless. And I'm very happy for not being stupid.

Friday, 10 May 2013

My childish desk



My teacher was used to say that history is never based on If or But... but I think that it's in human nature to think on the basis of those two prepositions. In case of romantic entanglements, especially.

How many times in our lives do we ask ourselves: What if?
And then how many times are we able to give a firm answer to this question, without considering any alternative to the very first come to our mind (this is the But, indeed)?

Just a couple of months ago, I've questioned myself about my past:

And if I'd not dismissed Susy, if I'd resisted, if I'd hold on?
I couldn't, actually. This is why I treated her like that, just because I could not do differently.

All these questions have come to me after our last phone call.
She has called me as I was falling asleep and pretending to read in my childish bedroom, at mum's house, during my eastern holidays.
She always calls me around midnight, when I'm slipping in Orfeo's territory, and this is why she keeps being a blur memory to me, a vague dream (last time I saw her was 2005).

You never want to talk to me. You've changed so much since we broke up, she has blamed me listening to my drowsy voice.
It's not true. I'd like to have a conversation with you like the old days, but I can't if you keep calling in the middle of the night...
It's midnight, Madi! Did you really become that old?!

I've hoisted myself to get sited. I've glanced at the notice-board where there's... there still was the photo of the two of us - young, embraced and smiling, our faces too full of white light. It's one of those photos taken in the automatic photo booth on subway platforms, which all teenagers in love have in their wallet.

Are you there? You want me to let you sleep?
I'm sorry. Yes... No, I'm listening.
Well, because I have great news for you.
Mh-mh...?
I'm getting married in August.
Mh-mh...?
I said: I'm getting married.
Yes, I've heard you.
And...?
What?
Don't you say anything?
Are you pregnant?
No, I'm not. Even if my parents would love it.

So I've began to stare at the photo. I've slowly got up, pacing to the cork notice-board.

I'm happy for you, I've said, but probably I was lying because I was also angry with her.

I've picked off our photo.
And what if... What if I'd kept my promise and I'd married her in 2003?
I've shook my head.
I was jealous, but why? She was not mine anymore. I'm 35 and I'm gay now, I've thought.

I miss her. I miss our happy days. I miss her body. I even miss making love with her.
I miss all those things now, may be just because I'm sure I'll never get them back.

My teacher was right. Life is not made by If and But.
This is why I've dropped the photo in the If and But drawer of my childish desk. Everyone needs a drawer like that, I suppose.

Tuesday, 7 May 2013

La Russia e i suoi nuovi (non solo sex) symbols




Ricordo la prima volta che andai in Russia con i miei compagni di studio: 5 ragazze e 2 ragazzi di cui 1 gay. Io e quell'etero simpaticone dormivamo insieme in camera, in un appartamentino nei pressi della fermata Baltiskaja, a san Pietropurgo.

Il giorno della partenza per tornare in Italia, all'aeroporto di Pulkovo eravamo tutti in apprensione perché era avanzata un po' di marjuana e, siccome non c'era stata alcuna intenzione di abbandonarla lì, una ragazza del gruppo aveva deciso di sfidare i cani poliziotto schierati in dogana e di riportarsela in Italia.

Caspita! Non siamo riusciti a trovare un uomo russo che fosse  figo, almeno questa me la tengo!, disse piccata. E in effetti, di cosiddetti bonazzi neanche l'ombra. Sarà stato il freddo? Chissà, però nel nostro immaginario la Russia sarebbe rimasta la maggiore produttrice di figa, ma in quanto a uomini proprio zero!

Fatto sta che, prima di metterci in fila, la nostra amica si è accorta di non avere con sé il passaporto.
E dove minchia l'hai messo?
E che ne so? Sarà in valigia con la marja!
Hai lasciato la marjuana in valigia?, le chiese la ragazza cui poi rimasi più legato negli anni a venire.
E che, mica potevo mettermela nelle mutande!
Ma le valigie ormai saranno a bordo e... se devi prendere il passaporto sicura che la polizia ne approfitta e te la perquisisce da cima a fondo..., notai da brava mammoletta che ero. No-no, aggiunsi, bisogna fare qualcosa!
Ma non feci in tempo a dirlo che l'impavida era già sparita in una porticina adiacente al nastro trasportatore che aveva inghiottito i nostri bagagli perché fossero imbarcati. Vi ricordo che all'epoca Pulkovo era disseminato di militari mitra-al-braccio.
Ne venne fuori trionfante dopo pochi minuti, non solo perché era riuscita a intercettare il bagaglio e a riprendere il passaporto per passare il controllo senza troppi intoppi, ma anche perché: Ragazze! Ho scoperto dove tengono i maschi veri!, gridò creando così la confusione generale nel gruppo. Sono tutti lì dietro! I boni in Russia fanno tutti i facchini per l'aeroporto, evidentemente.
Ma davvero?
Ma che dici, i maschi in Russia non esistono!
E così via...
Non tutti fecero in tempo a dare una sbirciatina prima di partire, e io fui fra uno di quelli, ma sono tornato in Russia altre volte e posso dirvi che di uomini belli ce ne sono. Ci sono bellezze di diverso genere, è il caso di dirlo e capirete perché, checché la gente abbia da ridire.

Per iniziare, credo che sia giunto il momento per i nostri giovani Italiani gay di dare spazio ai nuovi sex symbol Made in Russia come Данила Козловский (Danila Kozlovskij) attore di cinema e teatro. Mi vergogno a dirlo, ma benché abbia l'età di mio fratello è proprio un gran pezzo di ragazzo. In teatro ha recitato nel Il signore delle mosche e nel Re Lear, ma io l'ho scoperto guardando sul primo canale Всё началось в Харбине (Tutto iniziò a Kharbin). Forse gli italiani lo conoscono più per la sua partecipazione al film Vampire Academy: Blood Sisters, del regista Mark Waters.





Lo scorso mese Kozlovskij è stato ospite di uno show televisivo molto seguito in Russia: Bечерний Ургант, ossia Večernij Urgant (Urgant è il nome del giovane presentatore che vedete nel filmato sopra. Kozlovskij viene fuori all' 11'.15'' ). Il programma somiglia a una nota trasmissione televisiva americana non solo per il titolo che suona come Late Urgant, per la band relegata in un angolino, per lo sfondo cittadino (i moderni vialoni ruteni invece del traffico di Manhattan), e perfino per la tazza con tanto di logo sulla scrivania, ma anche per il suo svolgimento.

È incredibile, quindi, come Mosca abbia acquistato - più che conquistato - quel fascino che abbaglia di solito noi occidentali. E mi dispiace scriverlo, perché amo Mosca e tutta la Russia, ma in questo caso il verbo sembra è davvero quello più azzeccato, dato che in realtà gli uomini e le donne più belli, cioè che valgono di più, la Russia li nasconde spesso dietro le sbarre:

Andrej Barabanov
Jaroslav Belousov
Jurij Gušin
Denis Puzkevič
Leonid Razvozžaev
Sergej Udal'cov
Marija Baronova
Etc...



Prigionieri politici per cui si è tenuta la protesta di piazza Bolotnaya a Mosca e che ha portato a scontri con la polizia locale.

È questa la Russia che vorrebbe vietare le adozioni dei bambini russi da parte di coppie di Paesi in cui il matrimonio fra persone dello stesso sesso è divenuto realtà; questa la Russia che ha bloccato la strada verso tutte le edicole delle Federazione alla prima rivista patinata dedicata alle lesbiche, Agens, in attesa della legge che sarà promulgata dalla Duma proprio questo mese di maggio e per cui sarà vietata la promozione di uno stile di vita omosessuale ritenuto dannoso per i minori, tacciabile di propaganda di sodomia, lesbianesimo, bisessualità e transgenderesimo; questa la Russia dove un bacio in pubblico tra due uomini, come fra Pavel Samburov e il suo compagno, è sanzionato con una multa pecuniaria, dove i politici suggeriscono che gli omosessuali dovrebbero essere licenziati dai posti di lavoro pubblici, sottoposti a trattamento sanitario obbligatorio, oppure esiliati.



Nonostante tutto signori come Pavel Samburov non vogliono saperne di andarsene. Anzi Samburov ha fondato l’organizzazione per i diritti dei gay “Rainbow Association” attirando così su di sé le uova dei militanti ortodossi, e rimanendo prima in stato di fermo per 30 ore in un furgone, al gelo, poi in un centro di detenzione e proprio per colpa di quel bacio divenuto famoso.

Questa, nel 2013, la Russia delle contraddizioni, di cui davvero è meglio esaltare solo le cose belle e i simboli tanto nuovi quanto meritevoli.

(Le immagini della manifestazione sono tratte da http://www.giornalettismo.com/)

Thursday, 2 May 2013

The Power of Despair


Believe it or not, the most clicked keyword on this blog is STRENGHT/POWER.

These days more than ever, people are looking for a charge, anything to eat, to drink, even to fuck... it doesn't matter - the most important thing is that it can give enough energy to get by.

There are people dissatisfied because this bloody economical crisis forces them to adapt themselves to unsatisfactory jobs; people who for the first time in life have had to get used to ripped shirts hidden under sweaters and to give up new garments in order to buy something to eat, indeed. People who'd like to write, but their PC cracked and they have no more money to buy a new one, or to fix the old one, so they feel like their life's come to the end.

There are other people who have not a job at all, and cannot find it, and even have no money to buy anything to eat, but do they have two or three children at home waiting for the daily meal - these people still feel their life as a long and rewarding life.

There are people who have the strength to carry on, knowing no limits, and if it's true that something bad can always turn into something worst, these people are able to adapt themselves to the worst too. On the other hand there are people exploding along with their gun in piazza Montecitorio, in Rome.

There are people living in better conditions than others. Usually happy people justify bursting people, while unhappy people are used to condemn their fellow: what about me?, they ask with trembling voice due to the overwhelming fear of being about to explode themselves.

From where does it flow the strength to adapt themselves? From where does it come the heart to shoot another man?

My mother claims that strength has got no sources, but it just comes when you need it.

Do you think that we can speak about two main types of strength-sources, at least? In fact, we often speak about strength in desperation, in love, but... we're also more inclined to say: Power of Love, and Power of Faith (which can be considered as part of Love, actually).

May be there is a substantial difference between the Power (which seems to be typical of our Love and our Despair) and the Strength (which seems to be the product of the above-quoted power).

Then, the Power as source of our Strenght rising from the depths of our despair.

I'm wondering also if there is Love without Despair.